Qualcuno non lo ha mai scritto, qualcuno
ha deciso di non usarlo più, qualcun altro usa lo stesso da
vent´anni. Ma il curriculum,
quale che sia l´età, la professione, l´esperienza
accumulata, rimane sempre e comunque un potente strumento di
lavoro: più di un biglietto da visita, più di un sito
Internet personale.
Perciò è forse il caso che usiamo qualche premura nei
confronti del nostro curriculum: a tutti, neolaureati o
professionisti affermati, potranno essere utili alcuni
semplici consigli, un breve vademecum, un semplice decalogo
per presentarsi efficacemente ai nostri interlocutori.
1) Spiega
perché presenti il tuo curriculum, quale che sia il motivo
dell´invio. Allegato a una proposta
commerciale inviata a un cliente, in risposta a un annuncio
su un giornale, come autocandidatura presso un´azienda, uno
studio professionale o una società di consulenza: in ogni
caso il curriculum deve essere in qualche modo presentato.
E in particolare se rispondi a un annuncio o ti autocandidi
è bene allegare il curriculum a una lettera di
accompagnamento e di presentazione all´interno della quale
troveranno posto alcuni elementi essenziali: un´intestazione
con i tuoi dati (è vero: sono scritti anche nel curriculum,
ma ´repetita iuvant´!), perché stai inviando il curriculum
(se in risposta a un annuncio, indica quale!), perché
dovrebbe essere interessante la lettura del tuo curriculum,
quali sono i dati più importanti e significativi che il
lettore troverà. Crea un po´ di ´suspense´, invoglia a
leggere! Ma cerca di essere breve: è una lettera, non un
romanzo.
2)
Personalizza il curriculum:
con un pc e una
stampante è possibile fare tutte le modifiche necessarie per
adattare, nella forma e nei contenuti, il curriculum e la
lettera di presentazione al tuo interlocutore. Evita quindi
le fotocopie con l´aggiunta di data e destinatario scritti a
mano: sembra che tu invii curriculum a centinaia e quello
sia solo uno dei tanti che hai spedito. Magari è vero, ma è
meglio non dirlo.
Se conosci nome e cognome del destinatario mettili nella
lettera di accompagnamento: sembrerà meno impersonale. E
adatta i contenuti del curriculum in funzione dell´interlocutore:
se ti proponi come animatore di un villaggio turistico
potrebbe essere poco interessante la tua tesi sui campi di
concentramento, se offri la tua collaborazione a un banca
meglio evitare le tue esperienze di hacker.
3) Rendi
facilmente leggibile il tuo curriculum. Chi
fa lo screening dei curricula per professione impiega pochi
secondi per guardarlo e valutarlo: ogni informazione deve
quindi essere facilmente riconoscibile e individuabile e il
curriculum non deve essere un plico di dieci pagine scritte
a caratteri microscopici. Non dovrebbe superare le due
pagine: quando si è giovani si fa fatica a riempirne una,
quando si è accumulato un po´ di esperienza si finisce per
realizzare curriculum che avrebbero bisogno un indice per
essere consultati… ma all´esaustività sono preferibili poche
informazioni, selezionate e significative, segnalando che
sono solo alcune delle tante.
Suddividi il curriculum in sezioni con un titolo chiaro e
contenuti coerenti, e all´interno di ogni sezione ordina le
informazioni in modo univoco: se scegli l´ordine cronologico
inverso, mantienilo per tutte le sezioni.
4) Fornisci
dati anagrafici completi. Nella prima sezione
indica i tuoi dati anagrafici: è la sezione più facile,
difficile sbagliare. L´importante è ricordarsi di metterli
tutti: nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza
e/o domicilio, recapiti telefonici (fisso e/o mobile),
e-mail ed eventuale sito Web personale (da evitarsi se il
vostro account porta il nome del vostro gatto o se vi
appoggiate a siti di dubbia moralità…), stato civile. Per i
più giovani: non dimenticarsi la posizione rispetto agli
obblighi di leva. Per professioni in cui la mobilità è
importante: non dimenticarsi la patente posseduta e la
disponibilità di un´ auto propria.
5) Titoli di
studio: le scuole medie non interessano! Il
percorso scolastico e formativo che ha interesse per chi
legge il curriculum è quello che va dal diploma in poi: se
hai un Ph.D. o hai frequentato un corso di specializzazione
post-laurea o un master, anche il diploma incomincia ad
essere poco significativo. Anche in questo caso, alla
completezza delle informazioni è da preferire la loro
significatività.
Se il percorso formativo extrascolastico (corsi di
formazione, stage, tirocini, borse di studio etc.) è
limitato, può essere segnalato in questa sezione; se invece
è ricco di esperienze che possono essere di interesse per
l´interlocutore (i corsi di taglio e cucito non interessano
il mondo della finanza) crea una sezione dedicata.
6) Le
esperienze professionali: una certificazione delle
competenze! Più che gli studi fatti e i corsi
frequentati, sono le tue esperienze lavorative precedenti a
garantire la tua professionalità e il tuo know-how. Per chi
è alla ricerca del primo impiego il problema si fa serio:
saltare a piè pari questa sezione o segnalare i due mesi
come friggipatatine al fast food? Meglio la seconda ipotesi,
certamente, poiché l´avere avuto esperienze professionali
anche poco qualificate dice molto sull´intraprendenza e la
"voglia di fare" della persona, sulla sua abitudine a
muoversi in un contesto organizzativo.
Per chi invece è da anni sul mercato del lavoro e ha
accumulato numerose esperienze professionali, il consiglio è
sempre lo stesso: seleziona ed evidenzia le più interessanti
per il tuo interlocutore, quelle che meglio possono
garantire le tua capacità e competenze per ricoprire un
certo ruolo o per svolgere certe attività.
7) Valorizza
ciò che sai e sai fare: dedica una sezione
alle tue conoscenze, in particole delle lingue e di
pacchetti informatici. E´ vero: oggi una conoscenza minima
dell´inglese e l´utilizzo dei principali software di office
automation sono prerequisiti a qualsiasi attività
professionale, ma non dare nulla per scontato! Indica le
lingue che sai e come le sai, scritte e parlate. Indica la
tua padronanza degli strumenti informatici: ogni giorno di
più, conoscere sistemi operativi e software di vario tipo
(dalla videoscrittura alla gestione di database, dall´utilizzo
dei browser alla programmazione in linguaggio C++) aumenta
la tua ´quotazione´. Naturalmente, se offri la tua
professionalità per ruoli legati all´Information &
communication technology queste informazioni dovranno avere
uno spazio e un risalto maggiori.
8) "Altro"?
Sì, ma con giudizio. Una sezione "altro" o
"varie" in chiusura di curriculum, può raccogliere tutte
quelle informazioni che non rientrano nelle parti precedenti
e che possono fare riferimento sia alla sfera personale
(hobby, appartenenza ad associazioni varie, ecc.), sia alla
sfera professionale (disponibilità a viaggi e trasferte,
obiettivi e aspirazioni professionali, ecc.). Ma senza
eccedere: se hai l´hobby dei viaggi non è necessario che
elenchi tutti i Paesi in cui hai soggiornato, se sei
presidente di una associazione ricreativa o culturale non
c´è bisogno che ne riporti lo statuto e gli scopi sociali
per intero. E attenzione agli obiettivi professionali: va
bene essere ambiziosi ma scrivere "vorrei assumere al più
presto la direzione generale dell´azienda" non fa un bell´effetto…
9) Attenzione
all´impaginazione…
La veste grafica non deve
stupire, deve semplicemente aiutare chi legge a trovare in
modo rapido le informazioni che cerca e quelle che vogliamo
fargli trovare per prime. Crea delle sezioni ben distinte
fra loro e dove possibile schematizza i contenuti con un
elenco puntato o con l´aiuto di tabulazioni.
10) …e all´ortografia.
Per tutti, neolaureati o professionisti navigati, un errore
d´ortografia nel curriculum rappresenta, nel migliore dei
casi, una figuraccia. A volte può essere un motivo
sufficiente per cestinare il tuo curriculum: e allora, come
a scuola, rileggilo più volte e soprattutto non ti fidare
dei correttori ortografici dei software di videoscrittura!