II curriculum, una tappa obbligata (e
molto spesso un percorso di guerra) per coloro che cercano un
nuovo posto, e soprattutto per chi si rivolge per la prima
volta al mondo del lavoro.
Le
caratteristiche personali.
L'obiettivo delle indicazioni e domande che troverete di
seguito è quello di riflettere sulle proprie caratteristiche
personali e sulle esperienze maturate, per valutare quali fra
queste e fino a che punto possano essere trasferite nel
proprio contesto professionale. Si tratta di
attingere alla propria storia
e
scovarne nessi e collegamenti con la sfera professionale per
caratterizzare, definire, promuovere
e vendere il prodotto "se stessi".
Attraverso queste domande (o altre analoghe) e il confronto
con la posizione offerta si potranno, di volta in volta,
evidenziare elementi e collegamenti per dare maggiore forza
alla propria candidatura. Quest'area andrebbe infatti
personalizzata ogni volta.
La stessa
persona dovrà presentarsi in modo differente
se sta
rispondendo per esempio a due inserzioni: una per il personale
e l'altra per il controllo.
Per l'area personale ricorderà la propria esperienza negli
"scout",l'essere stato ufficiale durante il militare, le brevi
esperienze di accompagnatore turistico evidenziando l'abilità
nel gestire i rapporti interpersonali.
Quando imposterà invece, il curriculum per il controllo di
gestione farà riferimento alla sua capacità analitica e
all'esperienza di tenuta dei libri contabili per il negozio
della madre, per esempio. Questi collegamenti dovranno essere
reali e ovviamente logici e non casuali. Ecco un elenco di
possibili domande alle quali sottoporsi.
- Avete interessi ed hobby? Vi hanno permesso di
sviluppare delle capacità o di accumulare conoscenze utili
anche per il vostro futuro professionale? E se sì, verso
quali ambiti o eventuali posizioni?
- Quanto e come le attività sporadiche o continuative
che avete fatto possono esservi di aiuto per affrontare il
mondo del lavoro? Quali ne sono gli eventuali nessi ?
- Quali sono stati i vostri principali momenti di
successo e quali di insuccesso? Cercate di farne mente
locale e cercate di valutare il contesto in cui avvengono.
- Quali sono le persone con le quali avete studiato o
lavorato meglio? Valutatene le caratteristiche personali
egli approcci.
- Quale è la vostra metodologia di studio? Riflettete
attraverso degli esempi reali.
- Quali sono i vostri ritmi? Vi sentite generalmente
pressati o stimolati, per esempio, dai tempi? Lavorate e
studiate in fretta o avete bisogno di un po' di tempo
prima di ingranare?
- Quale è stata la vostra esperienza durante il servizio
militare? Avete imparato qualcosa che possa esservi utile
nel mondo lavorativo?
- Cosa dicono di voi i vostri amici, compagni e parenti?
Riflettere su quanto si dice vi aiuterà a capire una parte
di voi. Anche se non tutti i giudizi sono corretti può
essere stimolante meditarci.
- C'è qualcosa che sapete fare bene sia dal punto di
vista intellettuale sia materiale?
- Quali sono le cose che vi piace fare?
- Quando vi sentite felici e sereni, e perché?
- Quali sono i vostri progetti di carriera e di sviluppo
professionale?
Dalla persona alla professione.
A questo punto si potrebbe rispondere ad altri tipi di
domande riflessive, connettendo le caratteristiche personali
con quelle professionali e di ruolo richieste dal mercato per
aiutare a capire verso che tipo di posizione è opportuno
rivolgersi. È questo un argomento molto importante e delicato,
che forse merita di essere eventualmente trattato a parte,
centrandolo su una domanda di fondo: "Qual'è il lavoro adatto
a me?".
Che cosa vuole il selezionatore.
È necessario mettersi nei panni di chi esamina i
curriculum. Che solitamente ha i seguenti obiettivi:
- avere tutti i dati ed elementi fondamentali
per valutare una prima
corrispondenza fra il candidato e la posizione per
decidere se convocarlo o no.
- Leggere
rapidamente e
chiaramente le informazioni.
E quali sono gli obiettivi del
candidato?
Anche il "cercatore" di lavoro ha i suoi obiettivi. Per
esempio:
- Differenziarsi
rispetto
agli altri.
- Anticipare alcune fondamentali
motivazioni per la vendita
del prodotto "se stesso"
senza però barare. È un gioco breve che non potrà che
essere controproducente.
Curriculum e curricula.
Un curriculum "arricchito" è molto utile:
- al neolaureato, che potrebbe cercare di differenziarsi
da altri neolaureati con caratteristiche simili alle sue;
- al selezionatore, che ricevendo parecchi curricula
simili potrebbe scremarli più facilmente.
Questioni di impostazione.
Ma come deve essere impostato un curriculum? Innanzitutto è
necessario avere chiari i seguenti obiettivi. Un curriculum
deve:
- catturare l'attenzione,
- interessare,
- piacere.
Deve catturare l'attenzione ma essere impostato in linea
con lo stile e con il linguaggio del destinatario. No alle
frasi ironiche, disegni, caratteri particolari in generale per
banche ed aziende (a meno che non ci si rivolga a posizioni
particolari), si se si tratta di una posizione creativa.
Attenzione in questo caso: è necessario che quello che
avete rappresentato sia veramente molto brillante, pena
l'automatica esclusione dalla rosa dei candidati. Per
interessare deve evidenziare un qualche nesso fra il candidato
e la posizione offerta o la posizione per la quale ci si
offre.
Per piacere deve convincere.
Inoltre un curriculum:
- deve contenere tutti gli elementi fondamentali,
- il testo deve essere chiaro e di facile lettura,
- deve essere scritto sinteticamente.
Per concludere. Non è detto che quando non si hanno
particolari esperienze professionali da accampare, il
curriculum debba essere necessariamente vuoto. Bisogna
"pescare nella memoria" anche quelle esperienze che si possono
in qualche modo connettere con la posizione per la quale si
risponde.
Questo il "decalogo" per evitare il
cestino
Alcune domande di controllo prima di chiudere la busta e
spedire il curriculum. La fretta è sempre cattiva consigliera.
- Allegare fotografie? No, a meno che non sia richiesto
esplicitamente. Evitare il patetico (foto con i figli al
mare) e il burocratico (foto alla scrivania con telefono).
- Comunicare la situazione familiare? Sì, perché serve a
spiegare e a motivare i "vincoli" eventuali a spostamenti
e trasferimenti.
- Manoscritto o dattiloscritto? Dattiloscritto (o con
personal computer) sempre, salvo richieste diverse. Il
manoscritto, se specificato, serve a una valutazione
grafologica del candidato.
- Segnalare referenze? Sì, solo se richieste. Altrimenti
puzzano di raccomandazione. In ogni caso citare referenze
professionali e mai "personali".
- Segnalare gli interessi? Sì, se serve a caratterizzare
meglio il nesso con il lavoro. Altrimenti può essere
giudicato bizzarro e "narcisista".
- Parlare di soldi? Mai, soprattutto per lettera. Essere
signori in principio, per fare risultato dopo.
Eventualmente indicare una base al di sotto della quale
non si intende scendere. Ma è preferibile rimandare.
- Quale cronologia? Meglio a ritroso: mettere in testa
le esperienze più vicine, in fondo quelle più lontane.
Prima la situazione attuale, poi la "storia".
- Sono stato lungo? La lunghezza è dannosa, ma anche gli
eccessi di sinteticità. In ogni caso l'equilibrio non
guasta. Noi suggeriamo due fogli (dati personali, dati
professionali), accompagnati da una lettera di
presentazione.
- Tralasciare informazioni? Sì, è possibile. Il
curriculum non è un "testamento" definitivo. Attenzione
però, a non tralasciare (leggi nascondere) quelle
determinanti, specie quelle richieste in modo esplicito.
Per i particolari ci sarà il colloquio. Ma un curriculum
ritenuto incompleto rischia di essere dannoso.
- Personalizzare? Sempre. Anche se molti si ostinano a
non farlo e inviano curriculum-fotocopia in quantità
industriali. Mai inviare lo stesso curriculum a
interlocutori diversi. Differenziare il messaggio rispetto
a possibili concorrenti. Inviare il curriculum a delle
"persone" e possibilmente non a Enti, Società ed
Organizzazioni "astratte". Si rischia meno di finire nel
cestino.